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Lo ha spiegato lo stesso autore nella Prefazione del libro il perché di questa pubblicazione: «L’occasione del V anniversario dell’approvazione dello Statuto (15 gennaio 2001-2006) offre l’opportunità di rivisitare il suo cammino storico al fine di riscoprirne la ricchezza della spiritualità ed il valore testimoniale, che vanno al di là della semplice organizzazione della pur meritevole Processione dei Misteri del venerdì santo».
Moderatore della serata
è stato Antonio Capano, Direttore dell’Ufficio Pastorale della Comunicazione
Sociale, che ha salutato i convenuti ed i relatori, in special modo s.e.
mons. Giuseppe Agostino, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano. Nel suo
intervento introduttivo l’arcivescovo mons. Cassone, ha messo in evidenza
che tali opere scritte rievocano una memoria storica affinché non se ne
perda il ricordo. Inoltre – ha ricordato –, quanto Giovanni Paolo II
scriveva a proposito delle confraternite, “anche dai congregati si
aspetta il dono della testimonianza e della carità”. “La
confraternita – ha continuato il presule – fa riferimento alla
parrocchia, non cammina da sola”. Il Priore dell’Arciconfraternita rag.
Alberto Garofalo, ha ringraziato di cuore a nome suo e di tutti i
confratelli mons. Renzo per quello che rappresenta e ha rappresentato per
l’arciconfraternita dando una vera spinta propulsiva per il rilancio della
stessa .“I fiori non devono mai appassire e devono essere sempre
coltivati, come anche le confraternite sono un’esperienza storicamente da
studiare. Il lavoro che ha presentato mons. Renzo mostra uno spaccato
storico”. Con queste parole mons. Agostino ha aperto la sua relazione.
Tutto il suo discorso è stato incentrato su alcuni punti salienti
riguardante la religiosità popolare della nostra terra di Calabria,
sottolineando che le confraternite sono delle aggregazioni laicali, ecco
perché dal nome significa vivere in fraternità, scoprire il volto
dell’altro. Sono seguiti poi alcuni interventi da parte del pubblico
presente. L’autore, a conclusione, ha ringraziato mons. Agostino della sua
presenza e gli ha consegnato in dono, come segno di riconoscenz Alla fine, il moderatore Capano ha chiuso la serata con un passo della Lettera Enciclica Deus Caritas est di Benedetto XVI “[Maria dei Dolori] …accetta di essere trascurata nel periodo della vita pubblica di Gesù, sapendo che il Figlio deve fondare una nuova famiglia e che l'ora della Madre arriverà soltanto nel momento della croce, che sarà la vera ora di Gesù (cfr Gv 2, 4; 13, 1). Allora, quando i discepoli saranno fuggiti, lei resterà sotto la croce (cfr Gv 19, 25-27); più tardi, nell'ora di Pentecoste, saranno loro a stringersi intorno a lei nell'attesa dello Spirito Santo (cfr At 1, 14)”. Questa bella immagine dell’Addolorata, indica che ai congregati, come ha ricordato anche mons. Agostino di andare oltre il Venerdì Santo e di guardare verso la risurrezione. Giuseppe Calarota
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